Dragony – Viribus Unitis

Il Power Metal è uno dei generi più amati dai metallari di tutto il mondo e tantissime sono le band che negli anni, si sono dilettate a suonare questa particolare varietà musicale; Nel mondo vasto del metal epico però, spesso si può correre il rischio di scadere nel ridicolo o nel già sentito e sono poche le nuove band che, ad oggi sono riuscite a creare dei prodotti veramente validi che, pur essendo derivativi, difetto fisiologico di questo tipo di musica, riescono a dare una ventata di piacevole novità.
Tra questi gruppi spiccano sicuramente i Dragony, band Viennese attiva da una dozzina d’anni che, grazie al suo stile sinfonico chiaramente di ispirazione classica, ed alla notevole tecnica dei musicisti, è riuscita pian piano a farsi strada nel mainstream ed arrivare a firmare un contratto con la Napalm Records (che chi mastica di musica metal, annovererà sicuramente tra le case discografiche più importanti del panorama).
E’ proprio sotto la Napalm che i Viennesi hanno creato il loro ultimo lavoro, in uscita il 19 Gennaio, dal titolo Viribus Unitis; un concept album ambientato nella Vienna dell’imperatore Francesco Giuseppe e della sua amata Sissi, nel quale però, la storia viene reinventata in chiave Fantasy – Cyberpunk dalla fervida immaginazione della band, che dire… una Figata!

Già l’incipit del disco è un’emblematica dimostrazione di come i Dragony siano ben saldi nelle loro radici sinfoniche, radici che poggiano tenaci nel Danubio; sono proprio le note del famoso Valzer di Strauss che fanno da intro all’opera della band con On The Blue Danube.
Non appena, però il Valzer si spegne verso il silenzio, un intro di chitarra poderoso ci catapulta in Gods Of War, un inno epico e potente di puro Power Metal, nel quale i veri dei della guerra sono i componenti della band che forgiano il brano con una disciplina quasi militare.
In questa canzone, veniamo messi al corrente dei pensieri tormentati dell’Imperatore che si rende conto che l’unico modo per difendere il suo regno è quello di muovere guerra contro tutti i suoi nemici, unico vero destino dell’Impero, forgiato nel fuoco delle battaglie.
La marcia militare con cui si apre Love You To Death, ci lascia immaginare che la guerra sia davvero alle porte, e questa volte le parole della canzone, sono quelle del travagliato erede al trono Rodolfo; il brano è epico e malinconico, un mid tempo ricco di pathos che ben sottolinea il tragico destino raccontato nel titolo.
Con Darkness Within i toni iniziano a farsi più cupi; il pezzo è molto Hammerfalliano, cadenzato, potente e ricco di cori, in questo brano siamo messi davanti al tormento del principe erede costretto a fare i conti con il potere oscuro da lui scatenato e che non è più in grado di controllare.
in Viribus Unitis ci lasciamo avvolgere completamente da un clima epico e grandioso; trombe squillanti, cavalcate di batteria e di chitarra ci stimolano l’immaginazione verso un campo di battaglia colmo del clangore di eserciti in lotta; in questa traccia è di nuovo il figlio Rodolfo che, per far vincere la guerra al padre imperatore, gli fa dono di un esercito di non morti pronti a combattere per la gloria dell’impero.
il massimo dell’epicità (e anche un po’ della cafonaggine) la raggiungiamo con Made Of Metal (Cyberpunk Joseph), il cui intro occhieggia ai Sabaton e alle loro canzoni marziali; in questo brano è lo stesso Francesco Giuseppe che, trasformato in un Cyborg dalla scienza oscura di Tesla (sì, avete letto bene, anche lui è presente in questa rielaborazione storica), scende nel campo di battaglia per portare devastazione sui suoi nemici.

Anche dalla copertina dell’album, ci rendiamo conto di come, i Dragony, abbiano davvero deciso di esagerare; guardare un Francesco Giuseppe che spara laser accanto ad una Sissi zombie, può sembrare davvero troppo e probabilmente, se si trattasse di un film, farebbe lo stesso effetto dei peggiori prodotti della Asylum (se non li conoscete fatevi un giretto su YouTube).
Ascoltando l’album, però risulta evidente che il combo Viennese, non si vuole prendere troppo sul serio e che tutta questa epicità esagerata, altro non è che un pretesto per scrivere la propria musica, che invece di serietà ha molto di più.
Il concept in realtà, essendo un album musicale, è piuttosto godibile e divertente, e l’abilità compositiva ed esecutiva dei musicisti rende il disco un prodotto di altissima qualità.
Agli ascoltatori attenti non potranno sfuggire citazioni stilistiche (oltre ai già citati Hammerfall e Sabaton) che, comunque, uniti allo stile sinfonico da Rock Opera della band, risultano piacevoli e non ridondanti.
Nel complesso, Viribus Unitis è un album di sano Power Metal, ben suonato ed altrettanto ben prodotto, sicuramente il cambio di casa discografica è stato un guadagno in questo senso, che farà sicuramente felici sia fan della band che del genere stesso.

Vi lascio all’ascolto del disco e vi ringrazio per l’attenzione e la fedeltà.

Tracklist:
01. On the Blue Danube
02. Gods of War
03. Love You to Death
04. Magic
05. Darkness Within
06. A.E.I.O.U.
07. Viribus Unitis
08. Golden Dawn
09. Made of Metal (Cyberpunk Joseph)
10. Battle Royale
11. Legends Never Die
12. Haben Sie Wien schon bei Nacht geseh’n

Line Up:
Siegfried “The Dragonslayer” Samer – Voce
Andreas Poppernitsch – Chitarra
Simon Saito – Chitarra
Manuel Hartleb – Tastiere
Herbert Glos – Basso
Frederic Brünner – Batteria

Anno: 2021
Etichetta: Napalm Records
Voto: 8/10

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