Mushroomhead – A Wonderful Life

Era il ’93, in Ohio, Cleveland, dove si fuse la band. In 27 anni di attività, i MRH, hanno sempre dato il meglio che potevano con il loro inconfondibile stile. Sempre presente la ricercatezza del sound, la peculiare mistura di diversi strumenti ed esperienze, fuse, in una struttura unica. Le famosissime maschere in tema Creepy-Horror, i Live caldi e avvolgenti, il modo tutto nuovo per il periodo, di utilizzare l’elettronica nel metal, per non confondersi con gli altri, tutto questo ha portato ad un rapporto di odio/amore molto particolare con il grande pubblico, e ad un sincero legame con i Fan più stretti. Oggi, vediamo una situazione differente, dovuta alla ricerca di innovazione e diversità rispetto ai lavori precedenti, e anche questo, ha fatto parlare tutti quanti, ha smosso critiche e riconoscimenti, tra i Pro e i Contro, gli ascoltatori hanno mangiato immediatamente l’album, e tutto questo ci fa capire che i Mushroomhead sanno fare il loro lavoro.

Dando una visione Generale, l’album, tra le 17 tracce, di cui 4 bonus, e i suoi 71 minuti totali, si presenta ricco di diversità, accompagnato da un’atmosfera cupa. Un’esperienziale che passa da canti soavi, e violini, a synth misteriosi, da plettrate pesanti ad armonizzazioni leggere di sottofondo. La voce di Jackie la ponza, che ha collaborato con la band da diverso tempo nella realizzazione di alcune canzoni come We are the Truth, ha definito sicuramente la sorte di alcune canzoni dell’album, sorpresa anticipata dai video ufficiali pubblicati sul canale Youtube dei MRH.

Il viaggio inizia con A Requiem for Tomorrow, prima traccia dell’album. In primis ci apre la strada un Church Choir, poi tutto d’un tratto, si viene circondati da synth cupi, spinti da una strumentale arrogante, decisa, e contornato da un influenza dubstep che da vita ad una sorta di Xperimental Metalstep. La composizione in toto è legata molto bene, di impatto, e non appena inizia la prima strofa l’headbanging ci accompagna fino alla fine della traccia. Proseguiamo con Madness Within , accogliendoci con una batteria sfrontata, che ricorda vagamente The Beautiful People di Marylin Manson. Chitarre che piangono sulle pinciate delle armoniche per poi andare avanti come treni, il formidabile Basso che crea un’atmosfera veramente calda, Vocals rap, graffiati, distorti, guttural, a tratti melodicamente cadenzati per poi divenire parlati, in una continua salita e discesa fino all’ultimo secondo. Ci addentriamo sempre piú in profondità con Seen it All, lasciandoci sussurrare all’orecchio dalla linea vocale, con un ritmo che va sempre più crescendo, arrivando al ritornello dentro un atmosfera coperta da un manto oscuro ed elegante. Sono sempre presenti i choirs che rendono giustizia all’atmosfera peculiare. Nel complesso è una delle tracce più “morbide”, nel senso che ambisce a liberare la mente con un ascolto cupo e profondo, in un tema dark, piuttosto che lasciar sfogare con un’headbanging onnipresente. Veniamo tirati giù con un masso legato al collo sempre piú velocemente con The Heresy, dimenticatevi la luce, siete piú in profondità di un sottomarino. Questa canzone, ricorda perfettamente una circostanza dove qualcosa di vergine, celestiale, viene corrotto, l’indaco abbracciato e consolato dal buio pece. Il primo tète à tète con il Pianoforte, ricorda molto Mein Hertz Brennt, la strumentale è misteriosa, gotica, fredda, e la soave e meravigliosa voce di Jackie la Ponza non fa altro che tenerti per mano e condurti sempre più giù, fin dove è necessario. E dopo il buio, la pressione si fa sentire, e preme forte con What a Shame, accolti dal clavicembalo, avvolgendoci con una scena tetra da Circo degli Horrori, troviamo vocals che tentano di sussurrare all’orecchio, choirs in questo caso modulati con l’elettronica, veramente piacevole l’accostamento con il clavicembalo, risulta essere una scelta molto saggia, perché ha costituito la struttura della canzone, e anche parlando di produzione, i brass inseriti nelle strofe, risultano azzeccati, dando sfumature al tiro delle linee vocali. Verso la fine, si incattiviscono tirando fuori una combo di doppio pedale e palm mute, alternato da chords lunghe che cullano fino alla fine della traccia, dove anche qui, troviamo il clavicembalo che ci accompagna all’uscita di questo Creepy Circus. In questo caso, a tratti, ricordano Lordi, e monito per chi non li conoscesse, Ascoltateli! vi piaceranno punto e basta! Ne sono sicuro.

Nel complesso, l’album in sé è piacevole all’ascolto, è un viaggio a tutti gli effetti! Canzone dopo canzone, per un analisi attenta, bisogna staccarsi dal mondo e degustarlo attentamente nelle sue sfaccettature. Le 17 canzoni totali con i temi bonus compresi lo fanno risultare lungo, e le canzoni appesantinscono dopo un pò di tempo, ma per poterlo gustare a pieno, é d’obbligo ascoltarlo con leggerezza, e poi ascoltarlo con testa e sentimento, perché é ricco di emozioni da regalare! La composizione, la struttura, é lo stesso stampo dei MRH di sempre, si evince questo cambio direzionale, in una prospettiva molto interessante.

I MRH hanno da sempre colpito duramente e versato sudore nel campo del Nu metal, con talento, basti vedere i loro live, le tecniche e le capacità nel contesto scena-palco-pubblico. Oggi in riassunto di anni a questa parte, li vediamo proliferare in tematiche moderne Xperimental Metal, Electro industrial, Elettronica, Influenze Dubstep, Rap Metal, e vi lavorano in maniera molto dedita e professionale, curata. Non vediamo l’ora di poterci immergere in altri ottimi lavori!

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Voi cosa ne pensate ragazzi? Fateci sapere, e nel frattempo continuate a nutrirvi di Insana deliziosa Arte! Rock On!

Tracklist:
01. A Requiem for Tomorrow
02. Madness within
03. Seen it all
04. The Heresy
05. What a shame
06. Pulse
07. Carry On
08. The Time Has Come
09. 11th Hour
10. I am the One
11. The Flood
12. Where the ends begin
13. Confutatis
14. To the Front (Bonus track)
15. Sound of Destruction (Bonus track)
16. Another Ghost (Bonus track)
17. Lacrimosa (Bonus track)

Line-Up:
Mr. Rauckhorst – Voce
Jmann – Voce
Ms. Jackie – Voce
Dr. F – Tastiere e Basso
Thankx – Chitarra
Stitch – Tastiere e Samples
Diablo – Batteria e Percussioni
Skinny – Batteria e Percussioni

Anno: 2020
Etichetta: Napalm Records
Voto: 7.5/10

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