Green Day – Father Of All…

Si è vero, sarebbe sciocco dirvi chi sono i Green day, ma in questo caso è doveroso chiederselo! Proviamo ad immaginare un Virgin Punkettaro proveniente dal ’94, in cuffia spinge Dookie, uno degli album d’ esordio dei Green day nel secolo scorso! Di colpo “puff ” si ritrova nel ventunesimo secolo, esattamente il 7 Febbraio 2020, in cuffia, suona Father Of All...! Sono due i casi o inizia a saltellare di qua e di là  dallo stupore con mille domande in testa, o sviene dallo stupore, sempre con mille domande in testa. I ragazzi di Berkeley classe ’72, lo hanno dimostrato da sempre che ci sanno veramente fare, e con quest’ album, hanno condiviso la loro prima effettiva evoluzione musicale mantenendo il loro stampo singolare e inimitabile! Ma analizziamo bene e partiamo con ordine. 

Risulta essere l’album più breve nella loro storia compositiva, con i suoi 26 minuti totali, la formazione è la stessa ed è composto da 10 canzoni totali. 

Generalmente risulta Puramente Garage punk, pop punk, alternative punk, coinvolgente con le sue sonorità ballabili e decise, ma somigliando alla scala di Penrose, salita e discesa continua. I temi non sono distanti da quelli che sono sempre stati trattati negli anni, e la copertina fa capire che con questo progetto, la reggente “bambinesca” e non troppo seria, caratteristica dei Green Day, è presente, tra i video ufficiali e tra gli unicorni che vomitando arcobaleni censurano il titolo dell’album. La chitarra, decisa e morbida, ma soprattutto spumeggiante, in questo album, sembra essere Bipolare! Alterna momenti di un sano Punk Rock ritmico e allegro, a momenti di un Graffiante Punk impertinente. La batteria, pestava, pesta e continuerà a pestare il Charleston come un affetto di OCD che da una lezione a chi gli scombina l’ordine di colore degli m&m’s (alzo le mani, autoironia), insomma! scambi veloci, ritmo, e sudore che esce anche dalle bacchette. Si da una calmata solo nell’intro di Take The Money And Crawl per poi farsi riconoscere nuovamente. 

Ad aprire il disco è naturalmente Father Of All… canzone molto accelerata, dai temi in questo caso, politicamente indiretti, velati, dove tutti se ne fregano. Nel caso di Meet Me On The Roof, si trova una canzone quasi da ballare, con una buona riuscita! Ti fa osare, è divertente, leggera all’ascolto e ricorda velatamente un Rock molto old school. Con Junkies On A High troviamo il basso che nonostante sia sempre presente all’appello,qui si fa sentire particolarmente bene! Inoltre, se si arriva ad un certo punto a cantare Boulevard Of Broken Dreams è normale, il riff è paradossalmente simile! Parlando di I Was Teenage Teenager non si capisce bene se sia una ramanzina ad un adolescente o una sorta di sfogo da parte di un animo Riot-Teenager ormai adulto, la strumentale, di pari passo con il testo, è quasi un’accompagnamento in mezzo al cambio repentino di umore del soggetto nel testo, un connubio molto gradevole. 

Non ripetitive, Non tutte eccezionali, ma comunque ben distinte, il che può sembrare banale, ma è una gran cosa! La succosa novità, è che per Billie Joel, è la sua prima volta nel canto con il Falsetto, tenendo conto anche dell’inserimento nella composizione dei cori. Tuttavia non se la cava per niente male, anzi, per il punkabbestia del ’94, magari, se chiudesse gli occhi, non lo riconoscerebbe affatto che si tratta proprio della sua band preferita! 

È stato pensato, è stato ragionato, c’è stato uno studio dietro, a piccoli passettini sono state inserite piacevoli novità! Qualche cosa, naturalmente non ha stupito e colpito molto, e questo, è soggettivo! Ognuno di noi per la tecnica può essere obiettivo, ed emotivamente deve dar conto al proprio spirito. Siamo tutti d’accordo sul fatto che più meticolosità avrebbe potuto regalare a questo album un qualcosa di più, smussando qualche spigolo, ma comunque, FATHER OF ALL MOTHERFUCKERS, risulta essere un buon lavoro piacevole! 

Ascoltatelo e Fateci sapere! Grazie per aver letto e… Rock On! 

Tracklist:
1. Father Of All… 
2. Fire, Ready, Aim
3. Oh Yeah!
4. Meet Me On The Roof
5. I Was a Teenage Teenager
6. Stab You In The Heart
7. Sugar Youth
8. Junkies On A High 
9. Take The Money And Crawl
10. Graffitia

Line-Up:
Billie Joe Armstrong: (Voce, Chitarra)
Mike Dirnt: (Basso)
Tré Cool: (Batteria) 

Anno: 2020
Etichetta:
Reprise Records
Voto: 7.5/10

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