Aversions Crown – Hell Will Come For Us All

Se apprezzate le ambientazioni sci-fi apocalittiche (invasioni aliene, dominio della razza umana ed altre cosucce allegre) e siete estimatori del growl cavernoso condito da musica ultratecnica allora sarete sicuramente fan degli australiani Aversions Crown.
La band Deathcore di Brisbane, in pochi anni è riuscita a crearsi un discreto seguito attorno, tanto da suscitare l’interesse della casa discografica tedesca Nuclear Blast con la quale ha prodotto quasi tutta la sua discografia, compreso l’ultimo lavoro fresco di uscita dal minaccioso titolo Hell Will Come For Us All.
Far parte di una famiglia così importante come quella del colosso teutonico (che in ambito Metal è uno dei più prestigiosi) è sicuramente un passo notevole per una band, sopratutto se relativamente giovane come gli Aversions Crown; spesso però questo porta alcune controindicazioni, come ad esempio l’eccessiva e quasi maniacale cura dei dettagli che può portare ad una perdita di spontaneità, cosa che ascoltando questo album emerge spesso.
Fatta questa premessa andiamo ad analizzare il disco più nel dettaglio.

Un tamburo marziale che accompagna le urla forsennate del cantante introduce The Soil canzone di apertura dell’album che, dopo pochi secondi, scatena l’inferno sonoro tipico dello stile della band.
Non mancano i passaggi più melodici che si rimpallano piacevolmente con le parti più veloci e sostenute del brano anche se, a tratti, appaiono un po’ artificiosi; pezzo da manuale è invece la successiva Born In The Gutter.
Inizio tiratissimo che evolve verso un mid tempo più melodico per poi recuperare terreno verso il ritornello che porta con sè un riff egizio, forse d’ispirazione Nile.
Immancabile il classico break down Deathcore che chiude il brano con la giusta dose di brutalità.
Proseguendo l’ascolto ci imbattiamo in Paradigm, altro brano squisitamente Deathcore, nel quale emerge tutta la tecnica dei musicisti che, per l’occasione, sembrano aver dato fondo a tutta la loro capacità, confezionandoci una canzone che risulta assolutamente impeccabile, forse perfino troppo.
Interessanti sono la title track Hell Will Come For Us All e Hymn For Annihilation, accomunati da una vaga componente epica a differenziarli dai soliti canoni del genere.
Entrambi i brani sono molto oscuri e violenti, con abbondanza di cambi di tempo e break down che li rende decisamente variegati ma, anche in questo caso, le continue variazioni danno l’idea di essere studiate.
A chiudere abbiamo The Final Judgment, per chi scrive il pezzo migliore dell’album, che mescola parti in puro stile Deathcore ad alcuni passaggi più lenti e malinconici.
Tutto il pezzo in realtà sembra pervaso da un clima di inquietudine, quasi a voler lasciare l’ascoltatore in sospeso giunto alla fine del disco.

Al termine dell’analisi viene fuori più chiaramente il perché della premessa iniziale; il disco sembra infatti peccare di eccessivo perfezionismo.
La produzione è di livello altissimo, quasi maniacale, la batteria è tanto precisa da sembrare una drum machine e il suono degli strumenti è talmente curato da perdere in personalità.
Anche dal punto di vista creativo i pezzi sembrano spesso costruiti a tavolino con i cambi di tempo e i passaggi ricercati al momento giusto.
Forse gli Aversions Crown, galvanizzati dal sempre maggior successo commerciale datogli in questi anni dall’essere parte della Nuclear Blast, hanno deciso di puntare per questa nuova release sulla qualità massima possibile, a discapito però dell’immediatezza e dell’istintività che, in un genere come il Deathcore, spesso risultano vincenti.
Hell Will Come For Us All comunque resta un lavoro validissimo e, se si supera lo scoglio dell’asetticità del prodotto, risulta potente, cupo e tagliente come e più dei lavori precedenti della band, mostrando una grande evoluzione ed una maggiore tecnica dei musicisti rispetto agli esordi; un album che vale la pena di ascoltare con attenzione, in grado di soddisfare sia i fan del gruppo che del Death Metal in generale.

Aversions Crown, video di 'Paradigm' · Metal Hammer Italia

Di nuovo ringrazio i lettori per la fedeltà e, nell’invitarvi all’ascolto del disco, vi saluto e do appuntamento a breve per nuovi articoli.

Tracklist:
1. The Soil
2. Born in the Gutter
3. Paradigm
4. Caught in the System
5. Hell Will Come for Us All
6. Scourge of Violence
7. Hymn of Annihilation
8. Sorrow Never Sleeps
9. The Final Judgement

Line-Up:
Tyler Miller (Voce)
Chris Cougan (Chitarra)
Michael Jeffery (Chitarra)
Jayden Mason (Batteria)

Anno: 2020
Etichetta: Nuclear Blast
Voto: 7/10

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