Paradise Lost – Obsidian

Le parole d’ordine dell’album: rabbia, disperazione e tristezza. Se siete nel mood dei Paradise Lost allora siete i benvenuti. Il doom metal di Obsidian non presenta altre sfumature ma tanta riflessione e profondità. Pessimismo con voglia di rivalsa ed un 2020 che si rispecchia completamente in questo album.

Fall From Grace parte con un lento riff funereo cui segue uno scream che va a soffocarsi. Il primo singolo estratto vira poi su sonorità meno chiuse ma lo stesso cupe. Si trascina lenta fino alla fine con “We’re all alone” che è una frase che in un paio di tratti del pezzo si sente a ripetizione, con l’incedere del riff principale in sottofondo.

Batteria incalzante e poi giro di basso tetro per Ghost. La chitarra è brillante mentre la voce mantiene tonalità scure. Nel ritornello invece anche le chitarre virano verso l’aspetto più caratteristico del doom metal. Tema gotico nel sound e nel testo per il secondo singolo estratto che contiene parole abbastanza criptiche. C’è addirittura l’invocazione di Jesus Christ continua (non in maniera eretica), ma è un testo decadente dall’interpretazione più varia. Il secondo singolo estratto mantiene l’intensità alta per quasi tutto il pezzo ed una certa insistenza sonora.

Una cattedrale abbandonata e sconsacrata si apre dinanzi a noi con il sound di The Devil Embraced. Un organo in sottofondo esalta la contraddizione col titolo che parla del diavolo. Arpeggio di chitarra e poi solita distorsione pesante. Non c’è spazio per femminucce, ma neanche per tipi allegri. Del growl ci sta bene in questo pezzo, ma senza esagerazione. Riff di chitarra accompagnano la parte. Poi un organo solenne a cui viene dato poco spazio. Le chitarre poi si fanno più dure sotto un accentuato growl, poi continua la voce pulita ma la sensazione di dove ci troviamo non cambia.

Un po’ più delicata, almeno all’inizio, è Ending Days, con una chitarra solista meno aggressiva col suo arpeggio pulito. Solito ritornello “cattivo”. All’improvviso un violino che deve rendersi più superbo per poter fronteggiare la potenza acustica dell’invariato. Intenso solo di chitarra ma leggermente confuso e breve. Il secondo assolo di chitarra invece è più nitido e va a concludere il pezzo.

E’ un album monotono, ma non è detto con accezione negativa. I Paradise Lost non si sono mai contraddistinti per fantasia e probabilmente ai fans andrà bene così. Certo non è un disco banale, mantiene il suo vigore in tutti i pezzi ma non c’è nulla di sorprendente. Le tonalità gotiche e cupe si mantengono per tutto il lavoro ma non c’è nulla che spicca.

Track-list:
01. Darker Thoughts
02. Fall From Grace
03. Ghosts
04. The Devil Embraced
05. Forsaken
06. Serenity
07. Ending Days
08. Hope Dies Young
09. Ravenghast

Line-up:
Nick Holmes – Voce
Greg Mackintosh – Chitarra solista
Aaron Aedy – Chitarra ritmica
Steve Edmondson – Basso
Waltteri Väyrynen – Batteria

Anno: 2020
Etichetta:
Nuclear Blast
Voto:
6.5/10

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