Gold Miners Night Club – Gold And Booze

Nicola Romano e Federico Capuzzi sono due tipi che credono che in due si possa fare dell’hard rock cazzuto: solo voce, una chitarra e batteria. Gli amanti del basso avranno già cambiato pagina, ma erroneamente. Le linee dell’erede del contrabbasso possono non essere necessarie in Gold And Booze in quanto i Gold Miners Night Club hanno un suono così grosso, pomposo e profondo che possono benissimamente fare a meno del quattro corde. C’è da riconoscere che ne viene fuori un garage rock con altre leggere influenze che è davvero sporco e duro, non accetta fronzoli e sembra voler dire: “se sta roba qui non vi piace, per voi ci sono sempre i Coldplay”. La direzione ci tiene a precisare che prende le distanze da tale ipotetica citazione. Il duo canta in inglese e l’album è del 2020.

La traccia d’apertura è un perfetto biglietto da visita. If I Had A Guitar presenta un riff simpatico e scorrevole ma una chitarra più pulita rispetto al resto dell’album. Quello che invece sarà un punto cardine è la voce graffiante distorta e con riverbero per dare profondità. “But if I had a guitar, and if I had the guts, I’d leave it all and I’d run away”: la chitarra come simbolo di libertà.

La title track Gold And Booze sembra cantata proprio da un minatore con i polmoni impuri della polvere del proprio lavoro. La voce è terribilmente “sporca”. Il sound molto easy richiama tanto il blues. Oro e alcol vogliono questi lavoratori!

Il sound di Brian And The Invisible Band è ancora più cattivo e grezzo. I richiami vintage fanno sedere accanto un suono ancora più “grasso” che ispira tendenze di stoner rock.

I Want Gold è singolo estratto ma al posto dei riff di chitarra c’è un accompagnamento che ricorda molto il folk del sud degli Usa. Influenze southern rock quindi, per questo pezzo che parla della ricerca ossessiva della materialità rappresentata dall’oro.

Altro singolo è Italian Boy. Pezzo ritmato all’inizio, poi più calmo con un cantato che diventa quasi un parlato. “Mamma mia, it’s such a joy, mamma mia, being an Italian boy” recita il ritornello, ma in salsa sarcastica. Il pezzo mette in evidenza i limiti dell’attuale Belpaese (non il formaggio, l’Italia).

Quasi alla fine c’è Run Run Run che in verità è un pezzo lento. Fai un album tirato ed a tratti ritmato e poi quando il titolo è “Corri Corri Corri” i bpm calano. No, aspe’, il finale tende ad accelerare. Che mal di testa…

Conclude, stavolta in maniera decisamente lenta, Oh Death. Un riff calmo e solenne ed una batteria che suona appena cercano di “addolcirsi” la morte affinché non prenda la vita di quella gente che affronta disperati viaggi in mare. Ah, vi abbiamo ingannati di nuovo: il finale è di nuovo energico e tirato. No, ancora solennità e lentezza. Per piacere, basta confusione!

Ci sono anche influenze punk all’interno del disco, tra gli altri brani: genere che non va tanto lontano dal garage rock. Ma l’album conserva un’anima pienamente hard rock minimalista con quel suo sound caratteristico ed, anche nelle parti meno forti, comunque energico. Dal 9 maggio 2020 ci sarà un’iniziativa benefica legata all’uscita del videoclip di Oh Death. Tutti i contatti sono più in basso per chiunque voglia contribuire.

Track-list:
1. If I Had a Guitar
2. Loser
3. Gold and Booze
4. Moonshiner
5. Brian and the Invisible Band
6. Muscle Car
7. I Want Gold
8. Goodbye
9. Italian Boy
10. Run Run Run
11. Oh Death

Line-up:
Federico Capuzzi – Voce, chitarra
Nicola Romano – Batteria, cori

Links:
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Anno: 2020
Etichetta: Autoprodotto
Voto: 7/10

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