Ecco cosa succede quando due macellatori di esseri umani decidono di collaborare dopo aver fatto rispettivamente lunga esperienza nel reparto lavorazione del prodotto fra giostre, carrelli e celle frigorifere.
Accade che, avendo nettamente il coltello dalla parte del manico possano dare sfogo alla costruzione di opere degne del più ispirato e rabbrividente Otis B. Driftwood nel suo atelier di corpicini, direttamente dai pressi del domicilio del diavolo…
Cinque brani cinque, nella più classica delle forme vestiti di tutto punto che guardano ed interrogano l’avventore al contrario di ciò che solitamente accade quando si va a visitare una galleria d’arte.
I grandi Re sono disumanamente visibili nelle note d’accecante ispirazione, odori e sapori che vanno dal morboso al cannibale fino al notturno della vecchia e amata scuola death-metal senza andarsi mai a sporcare gli attrezzi nella spiacevole ridondanza dello stoner che pure entrò a suo tempo nell’oscura camera della morte ma anzi prediligendo tratti onirici, e cervellotiche e complesse parti di scrittura che solo chi sa suonare può permettersi di concepire.
Giuseppe Tatangelo (Zora, Glacial Fear, Antipathic, Throne of Flesh) e
Luke Scurb (Humangled, Suture Messiah) rispettivamente voce e basso il primo e chitarra e batteria il secondo, iniziano ad allietarci con la citativa Electrocution, segue Rotten Planet Dies dalla quale evinciamo anche parte delle tematiche trattate nei testi fino ad arrivare alla title-track Overtrhrown Into Oblivion; Chiudono The Pulsing Crust e La Morte, La Stessa, quest’ultima come si può intuire dal titolo ma non certo dall’interpretazione in lingua italica che per, come buona normativa, non ha certo l’esigenza di essere nitidamente intesa dagli udenti poiché il comparto vocale è destinato per volontà certa agli amanti del genere.
Non che il mondo abbia propriamente bisogno di un’ennesima band estrema, ma questi due signori sanno il fatto loro e sappiamo che taluni potrebbero apprezzare ovviamente firmando una clausola che declina i Defechate da ogni responsabilità prima dell’ascolto, che mi sento comunque di poter sinceramente consigliare.
Il progetto Defechate è già a lavoro al prossimo album, segno che l’alchimia sperimentata e visibile in Overthrown Into Oblivion sta funzionando e che il momento è pregno d’ispirazione.
Quindi non bisogna perdersi questa prima loro fatica se avete intenzione di iniziarli a seguire.
Tracklist:
01. Electrocution
02. Rotten Planet Dies
03. Overthrown Into Oblivion
04. The Pulsing Crust
05. La Morte, La Stessa
Line-up:
Giuseppe Tatangelo – vocals, bass
Luke Scurb – guitars, drums
Anno: 2020
Etichetta: Autoprodotto
Voto: 7/10
