Smettete di considerare Michele Salvemini solo un artista rap/hip hop. Caparezza con il suo Prisoner 709 non solo ha deviato verso il rap rock, ma ha addirittura ampliato la sua visione artistica musicale, giungendo ad un album che fonde una miriade di generi, strumenti musicali e collaborazioni. L’album è frutto della sofferenza del ricciuto di Molfetta che ha avuto a che fare con l’acufene (problema organico) e con una crisi interiore (problema interno), parlandone in quasi tutti i brani, avendo così concepito il lavoro come un concept album. Salvemini si vede appunto come un “Prisoner” ed i numeri 7 e 9 sono emblematici nell’album e cerca sempre di fare riferimento a queste due cifre: 7 ne compongono Michele e 9 Caparezza. Lo 0 sta come una “o” congiunzione, a chiedersi: uso il 7 “o” 9 stavolta? A proposito di numeri, 2017 è l’anno di pubblicazione del disco.
Il rock più duro viene fuori già al secondo pezzo con Prisoner 709. Chitarre dure ed effetti audio stressanti fanno da sottofondo al flow di Caparezza (il flow è il termine che indica la capacità di un rapper di stare a tempo sulla base). “Seven 0 nine” è il mantra che si ripete spesso nei cori quasi minacciosi che vengono fuori quando Salvemini smette il suo cantato.
C’è ancora una batteria molto incisiva in Confusianesimo che esprime la totale razionalità dell’artista pugliese e quindi la mancanza e lo scetticismo verso qualunque fede. Esprime in verità la volontà di aggrapparsi ad una fede, ma come dichiara stesso lui, è troppo razionale per credere ci possa essere qualcosa dietro la vita. Il pezzo è molto ritmato, il giro di basso la fa da padrone, altri effetti audio in sottofondo condiscono il tutto. In tutto ciò la confusione, per l’appunto, di migliaia di religioni.
Un pezzo dolcissimo è Ti Fa Stare Bene, che entra in netto contrasto con tutta la sofferenza che gli altri brani vogliono esprimere. Caparezza cerca qualcosa che appunto gli dia piacere. Una pausa dal dolore. Dolce coro di sottofondo e poi in primo piano un coro di voci bianche soavi, in controtendenza con l’effetto acustico dell’acufene. Un orecchio attento non si fa ingannare, la voce del riccio è comunque incazzata di fondo e cerca di contenere tale rabbia.
“Nella testa vuvuzela mica l’ukulele” riassume appieno l’effetto Larsen nelle orecchie del signor Rezza Capa. Effetto sonoro del pezzo andante, rime, soluzioni da trovare, nel ritornello un sound morbido dannatamente falso. Un coro di sottofondo morbido ancora in contrasto con la sofferenza di questo rumore che sta nelle orecchie e non va via. Un solo di tromba manco stessimo ad un concerto soul o jazz. Il nervosismo porta anche a queste isterie che trovano sfogo in tale pezzo che potrebbe essere considerato il perno dell’album.
Carino il riff hard rock de L’Uomo Che Premette, che continua con un arrangiamento puramente rock con i soliti effetti audio ormai immancabili nell’album. L’uomo che premette è colui pieno di giudizi in questa società: “premetto che ho molti amici gay…”. Sintetizzatori e batterie tribali sulla rapida voce di Michele intermezzano il brano. Salvemini è stufo di una società piena di ipocrisia e nel ritornello sentenzia un suo probabile desiderio: “Sono l’uomo che premette… il grilletto!“. Speriamo contro i pregiudizi e non contro i suoi possessori. O chi se ne frega alla fine.
Anche Max Gazzé nella collaborazione dell’album nel pezzo Migliora La Tua Memoria Con Un Click, ma anche altri artisti internazionali. Sedici pezzi in cui ci si dimentica che nel mondo esiste la banalità. Preciso, doloroso, empatico, sofferente, speranzoso, incisivo, cinico, duro, ricco, serio. Un album poliedrico, dai mille sound, da un unico argomento che poi sconfina in altri più lontani. Prima di ascoltare ogni pezzo è bene badare ai titoli compresi di sottotitoli che rigorosamente contrappongono parole di sette o nove lettere. Sottotitoli che inoltre sono il topic del pezzo che si andrà ad udire. Sì ok l’album è davvero tosto di ascolto, non molla un attimo in timpani, è quasi stressante ma tutta questa cadenza, senza mai stancare l’ascolto, dimostra che oramai Caparezza abbia raggiunto una maturità musicale, intesa a 360°, come pochi in Italia.
Tracklist:
01. Prosopagnosia (Il reato – Michele o Caparezza)
02. Prisoner 709 (La pena – Compact o streaming)
03. La caduta di Atlante (Il peso – Sopruso o giustizia)
04. Forever Jung (Lo psicologo – Guarire o ammalarsi)
05. Confusianesimo (Il conforto – Ragione o religione)
06. Il testo che avrei voluto scrivere (La lettera – Romanzo o biografia)
07.Una chiave (Il colloquio – Aprirsi o chiudersi)
08. Ti fa stare bene (L’ora d’aria – Frivolo o impegnato)
09. Migliora la tua memoria con un click (Il flashback – Ricorda o dimentica)
10. Larsen (La tortura – Perdono o punizione)
11. Sogno di potere (La rivolta – Servire o comandare)
12. L’uomo che premette (La guardia – Innocuo o criminale)
13. Minimoog (L’infermeria – Graffio o cicatrice)
14. L’infinto (La finestra – Persone o programmi)
15. Autoipnotica (L’evasione – Fuggire o ritornare)
16. Prosopagno sia! (La latitanza – Libertà o prigionia)
Line-up:
Caparezza – voce, arrangiamento
Alfredo Ferrero – chitarra, arrangiamento
Giovanni Astorino – basso, violoncello, trascrizioni e direzione d’orchestra
Gaetano Camporale – tastiera vintage, pianoforte, arrangiamento
Rino Corrieri – batteria
Marcello De Francesco – violino
Fabrizio Signorile – violino
Serena Soccoia – violino
Pantaleo Gadaleta – violino
Liliana Troia – violino
Ilaria Catanzaro – violino
Alfonso Mastrapasqua – viola
Francesco Capuano – viola
Marcello De Francesco – violino
Elia Ranieri – violoncello
Giovanni Nicosia – tromba
Francesco Sossio – sassofono
Francesco Tritto – trombone
Giuseppe Smaldino – corno
Alessio Anzivino – basso tuba
Mezzotono – cori armonizzati
Nicola Quarto – cori rock
Valeria Quarto – cori rock
Francesco Stramaglia – cori rock
Simone Martorana – cori rock
Mariabruna Andriola – cori rock
John De Leo – voce aggiuntiva (tracce 1 e 13)
DMC – voce aggiuntiva (traccia 4)
Fabio Barnaba – arrangiamenti vocali (tracce 5 e 15)
Coro dei rumori bianchi – coro dei bambini (traccia 8)
Lazzaro Cicciolella – direzione coro (traccia 8)
Max Gazzè – voce aggiuntiva (traccia 9)
Michele Paparella – voce del bambino (traccia 11)
Jubilee Gospel Singers – coro gospel (traccia 14)
Anno: 2017
Etichetta: Universal
Voto: 8/10
