Karoshi – Cosmic Latte

Ci troviamo in un locale. No, non in un locale qualsiasi, stasera abbiamo voglia di bere del brandy di qualità e discutere sull’esistenzialismo, meditare ed inebriarci. Nessuna band al momento potrebbe essere più adatta per farci da sottofondo. Dopo aver debuttato con qualche EP, rimanendo fermi 3 anni per mettere idee e suoni in cantiere, i Karoshi debuttano anche con un LP nel settembre 2019 intitolato Cosmic Latte. Difficile attribuire un vero e proprio genere a questo album, la cui etichettatura più vicina sarebbe Space Rock, ma c’è tanto altro. D’altronde la band propone sia il synth che la sola chitarra acustica.

Alone Together è un brano dalla doppia faccia. Un inizio quasi rabbioso con un basso distorto a voler esacerbare il concetto, poi una chitarra pulita e cosa parte? Una tromba! E diamine se ci sta bene, tanta eleganza ed atmosfera, l’aria comincia a divenire eterea.

I’m Awake è il loro singolo estratto, quello che sintetizza un po’ tutto il loro lavoro. C’è profondità, il sound ha carattere ma è delicato. Solo che noi siamo introspettivi, andiamo ancora oltre. Notiamo in profondità giri musicali che danno ancora più colore. Pur rimanendo suoni semplici non sono messi lì non a caso, il difficile risiede proprio in questo.

Stavolta atmosfere spaziali ed un po’ oniriche, a dare quel tocco in più è il pianoforte che poi lascia spazio ad un basso pulito per poi ritornare come sottofondo. Overstructure ci ricorda ancora una volta di far attenzione a tutti i suoni in sottofondo. Niente superficialità ascoltatori, i Karoshi vanno ascoltati con quattro orecchie.

Nymphs è un pezzo interamente arrangiato con il sintetizzatore, strumento che la band sta sperimentando e che in futuro vuole approfondire ancora.

Con Taiga pt I e Taiga pt II passiamo ad un lato della band nel quale è comunque evidente l’uso dei sintetizzatori, il sound vuol creare più atmosfera ancora e l’uso della voce è limitato. Parliamo sempre di nulla di complicato, suoni semplici ma di impatto: l’ascolto è facile per chiunque si approcci a questi due pezzi o comunque all’intero album.

Dieci brani di buona personalità, che a tratti risentono di alcune influenze ma che in generale sanno cosa vogliono e cosa vogliono trasmettere. L’uso appropriato del sintetizzatore non rende artificiale il loro sound. Per quanto riguarda i testi è la stessa band a dichiarare che l’album vuole tuffare l’ascoltatore nell’ignoto. Tematiche sono le paure, i sogni, i deliri e la rabbia che li hanno accompagnati, l’avvicinarsi alla fine dei vent’anni e raccoglierne i frutti e le delusioni, la monotonia di un lavoro fisso in provincia e le vicende personali. Inoltre le parole sono state scritte interamente dopo aver composto la parte strumentale, facendosi ispirare e trasportare al suono delle canzoni per mettere nero su bianco.

Meditativo.

Tracklist:
01. Golden Hour
02. Alone Together
03. I’m Awake
04. Overstructure
05. Nymphs
06. Dismantling
07. LMVID
08. Taiga pt. I
09. Taiga pt II
10. Cinemascope

Line up:
Enrico Baccarin – voce, pianoforte elettrico, tromba, elettronica
Gabriele Toffaninchitarra, voce, sintetizzatori
Giulio Bastaniellobasso, voce, sintetizzatori
Andrea Verandabatteria, drum pad, percussioni

Link:
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Anno: 2019
Etichetta: Seahorse Recordings
Voto: 7/10

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