Whitechapel – The Valley

Il Death Metal, questo genere così controverso che fa paura ai più fini di orecchio, negli ultimi anni è riuscito ad inserirsi all’interno del circuito mainstream sopratutto grazie all’invenzione, se così si può chiamare, del Deathcore che unisce la durezza e violenza del Death Metal con elementi presi dall’hardcore punk e dal decisamente più commerciale Metalcore, creando un ibrido musicale più alla portata di tutti (non vi illudete, la violenza sonora è garantita).
Tra gli storici esponenti del genere abbiamo gli Americani Whitechapel che da sempre hanno deliziato i fan della musica estrema con brani massicci e testi al limite della censura.
La band del Tennesse è stata da sempre molto apprezzata anche perché negli anni, è riuscita a mantenere un livello decisamente alto ed a seguire un’evoluzione ed una maturità notevoli senza scendere mai a compromessi come invece han fatto molti colleghi (vedasi i Bring Me The Horizon) che per cavalcare la tigre del successo commerciale hanno virato verso brani e contaminazioni decisamente più easy listening.
Ciò non deve fare pensare che i Whitechapel nel corso della loro carriera ormai più che decennale, non siano stati in grado di evolvere il loro sound, anzi in più occasioni hanno dato prova di una grande capacità innovativa, vedasi per esempio il loro precedente lavoro Mark of The Blade nel quale sono comparse le famigerate voci pulite.
Con The Valley si può affermare che la band abbia raggiunto un nuovo livello di consapevolezza, sopratutto per quanto riguarda il front man Phil Bozeman che in questo album decide di raccontarsi attraverso episodi della sua infanzia difficile utilizzando anche stralci dei confusi diari della madre tormentata da turbe psichiche.
Sulla copertina dell’album è stata impressa l’inquietante frase Based On True Events (tratta da eventi realmente accaduti) un po’ come si fa nelle locandine di alcuni film horror, proprio a voler sottolineare il coinvolgimento personale e il desiderio del cantante che anche l’ascoltatore ne venga così trascinato.

l’apertura del disco è la cattivissima When a Demon Defiles a Witch che definire un pezzo Deathcore è sicuramente riduttivo.
il ritornello in cui i suoni gutturali di Bozeman si mescolano al pulito rende il tutto una sorta di inno oscuro e i molti passaggi melodici fanno quasi dimenticare che si sta ascoltando un disco di musica estrema, almeno fino a quando non attacca l’intro di Forgiveness is Weakness una randellata sui denti che riporta ai gloriosi tempi di This Is Exile, disco della consacrazione della band sull’altare del Death Metal.
Brimstone è di nuovo un brano di puro Deathcore nel quale i passaggi melodici dell’apertura sembrano quasi un ricordo, una canzone che fa da canale per tutta la rabbia di cui il disco è permeato.
Si passa poi ad Hickory Creek brano totalmente diverso, riflessivo e malinconico dove il pulito la fa da padrone; sembrerebbe quasi di stare ascoltando un album differente, ed è proprio questa altalenanza di stili che rende il disco degno di essere ascoltato.
Così come l’apertura anche la chiusura del disco è degna di nota; Doom Woods inizia con un funereo arpeggio che strizza l’occhio al genere di cui prende il titolo, il Doom Metal, proseguendo sullo stesso stile lento e solenne nel quale gli urli cavernosi del front man accompagnano l’ascoltatore in una spirale di inquietudine.
Basterebbe solo questo brano per convincervi a spendere i soldi del biglietto.

Nel panorama della musica estrema non è sempre facile trovare qualcosa che davvero lasci il segno, spesso si tratta di cose già sentite, oppure talmente grottesche da essere ridicole.
The Valley è una ventata d’aria fresca, sia dal punto di vista del sound, per nulla scontato né vetusto, sia dal punto di vista della serietà dei testi che delle tematiche trattate; è un ottimo modo per la band di Knoxville di dimostrare al mondo che il Death Metal non è solamente un genere per headbangers appassionati di film gore.
Consigliatissimo a tutti coloro che, come me, spesso perdono la speranza nel riuscire ad ascoltare novità valide di band che hanno superato il loro decimo compleanno.

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Grazie per la vostra attenzione e un caro saluto, nella speranza di avervi intrigato all’ascolto di questa perla.

Tracklist:
1. When a Demon Defiles a Witch
2. Forgiveness is Weakness
3. Brimstone
4. Hickory Creek
5. Black Bear
6. We Are One
7. The Other Side
8. Third Depth
9. Lovelace
10. Doom Woods

Line-up:
Phil Bozeman (voce)
Zach Householder (chitarra)
Gabe Crisp (basso)
Ben Savage (chitarra)
Alex Wade (chitarra)
Navene Koperweis (batteria)

Anno: 2019
Etichetta: Metal Blade
Voto: 8/10

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