In Flames – I, The Mask

Göteborg, una ridente città sul mare di mezzo milione di abitanti situata nella Svezia meridionale, sede di alcune delle più antiche università svedesi e polo culturale molto importante del Nord Europa.
Per gli appassionati di musica, però, vale la pena ricordare questa città perché è stata la culla del Melodic Death Metal (che prende anche nome di Stile di Göteborg) ed ha dato i natali a band del calibro di At The Gates, Dark Tranquillity ed ovviamente In Flames.
E’ proprio di questi ultimi di cui parleremo oggi e, nello specifico, della loro fatica discografica fresca di uscita I, The Mask.
Gli In Flames già da alcuni anni ci hanno abituato ad un progressivo ammorbidimento del sound ed un allontanamento dai canoni del Death Metal più classico, dovuto principalmente ad un centellinamento dello screaming da parte del cantante Anders Fridèn ed uno stile compositivo meno ruvido; con quest’ultimo lavoro però, pur rimanendo coerente con questa nuova linea intrapresa, la band svedese cambia un po’ le carte in tavola regalandoci un disco che è ricchissimo di elementi del passato.

Voices è un’opening di tutto rispetto, pochi secondi di riff di chitarra accompagnati da un sintetizzatore di Depechemodiana memoria preparano all’intro vero e proprio del brano nel quale il riff diventa più violento e lo screaming di Fridèn si fa strada con prepotenza (ed era ora accidenti!) fino ad un ritornello in pulito; che dire, se questa è la traccia di apertura c’è da ben sperare per il resto.
Proseguendo l’ascolto ci imbattiamo nella title-track I, The Mask nella quale la prima cosa che ci accoglie è l’urlo di rabbia di Anders (da qui, non riesco a vedere nulla!) unito ad un riff in puro stile Göteborg; anche qui segue un ritornello in pulito e un bellissimo assolo melodico, brani così riportano indietro la memoria di anni.
I Am Above è uno dei pezzi migliori del disco ed anche uno dei più Death Metal; i growl e gli screaming si sprecano e i riff di chitarra potenti ma melodici accompagnano la voce del cantante che si apre poi verso un ritornello melodico e malinconico come piace molto ai fan della band.
Abbiamo poi (This Is Our) House, uno dei singoli estratti; canzone molto radiofonica che non regge il confronto con il resto del disco.
Il coretto iniziale e la melodia accattivante rendono questo brano molto easy-listening (forse troppo) tanto da far sorgere il dubbio che sia stato costruito a tavolino.
Il disco termina con Stay With Me, una ballad dolce e malinconica.
I fraseggi di chitarra acustica, assieme alla voce del cantante contribuiscono a creare un’atmosfera nostalgica,verso un crescendo che aumenta fino alla fine del brano rendendolo davvero emozionante; ottima chiusura!

Per concludere, ascoltando I, The Mask si ha l’impressione che gli In Flames abbiano infine trovato un equilibrio dopo tanto viaggiare e cercare e che questa stabilità li abbia portati a creare un disco in cui si mescolano molto bene le loro radici con il cambiamento tanto ricercato.
Questo album è certamente distante da dischi come Clayman o The Jester Race, che sono probabilmente il punto più alto della loro produzione, ma è anche vero che gli in Flames di oggi non sono più quelli che, in qualche garage di una casetta di Göteborg, hanno dato vita ad un genere come il Melodic Death Metal ed è quindi giusto che, invece di inseguire ostinatamente una strada che non è più nelle loro corde, abbiano scelto di intraprenderne di nuove, sopratutto se questa loro inquietudine li porta a produrre album di così alta qualità.

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Un ringraziamento a voi che ci leggete sempre e un caro saluto a tutti i fan della musica Rock e Metal.

Tracklist:
1. Voices
2. I, The Mask
3. Call My Name
4. I Am Above
5. Follow Me
6. (This Is Our) House
7. We Will Remember
8. In This Life
9. Burn
10. Deep Inside
11. All The Pain
12. Stay With Me

Line-up:
Anders Fridèn (voce)
Björn Gelotte (chitarra)
Niclas Engelin (chitarra)
Bryce Paul Newman (basso)
Tanner Wayne (batteria)

Anno: 2019
Etichetta: Nuclear Blast
Voto: 7.5/10

2 pensieri su “In Flames – I, The Mask

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