The Clash – London Calling

Se mai qualcuno dovesse chiedervi come suona il Punk, London Calling è perfetto come risposta. Suona come un disco puro Punk perché nella sua filosofia originaria Punk significava vivere e godersi la vita senza etichette addosso. In questo lavoro ci sono tracce punk (London Calling, Clampdown), Jazz (Jimmy Jazz), rockabilly e Ska (Hateful), pop (Spanish Bombs), hard rock, reggae (Rudie Can’t Fail).

London Calling è il terzo album in studio dei The Clash (Joe Strummer; Mick Jones; Paul Simonon; Topper Headon). È stato pubblicato come doppio album nel Regno Unito il 14 dicembre 1979 e negli Stati Uniti nel gennaio 1980.

L’album più famoso e meglio riuscito della band che usciva da un periodo non facile dopo la rottura con il manager Bernard Rhodes e questo li portò a lasciare lo studio di registrazione in Camden Town per spostarsi presso i Vanilla studios nel retro di un garage. A questo si aggiunse un problema ben più grave con Mick Jones e Joe Strummer che da oltre un anno non scrivevano pezzi nuovi perché erano sotto un grave blocco dello scrittore. Grazie a un’ottima dose di disciplina, i rapporti tra i membri della band si rinsaldano e piano piano anche le capacità di scrittura dei due principali song writers della band tornarono.
Inoltre Headon mostrò importanti capacità nelle percussioni e questo spinse la band a suonare generi diversi.
Nel 1979, praticamente 2 anni dopo l’esplosione del punk i The Clash presentavano al pubblico il primo vedo lavoro Post-Punk.

I testi dell’album trattano scale sociali, disoccupazione, conflitti razziali, uso di droghe e responsabilità che porta l’età adulta. Il titolo dell’album e della prima traccia“London Calling” si riferisce all’annuncio della BBC usato spesso durante la seconda guerra mondiale per anticipare le notizie sulle regioni occupate dall’esercito inglese.
La copertina del disco ritrae il bassista Paul Simonon che spacca il suo basso Fender contro il palco del Palladium di New York il 20 settembre 1979 durante ilClash Take the Fifth tour negli USA. Simonon ha spiegato in un’intervista che ha frantumato il basso per la frustrazione quando ha saputo che i buttafuori al concerto non avrebbero permesso al pubblico di alzarsi dai loro posti.

La traccia finale, “Train in Vain”, era originariamente esclusa dall’elenco dei brani della cover posteriore. Doveva essere distribuito attraverso una promozione con NME, ma è stata aggiunta all’album all’ultimo minuto dopo che l’accordo è fallito.

Due dischi che suonano come 10 album diversi senza per questo risultare troppo dispersivo. Questo lavoro li consacrerà nell’olimpo delle rock band di tutti i tempi.

Vitale!

Tracklist:
01. London Calling
02. Brand New Cadillac
03. Jimmy Jazz
04. Hateful
05. Rudie Can’t Fail
06. Spanish Bombs
07. The Right Profile
08. Lost in the Supermarket
09. Clampdown
10. The Guns of Brixton
11. Wrong ‘Em Boyo
12. Death or Glory
13. Koka Kola
14. The Card Cheat
15. Lover’s Rock
16. Four Horsemen
17. I’m Not Down
18. Revolution Rock
19. Train in Vain

Formazione:
Joe Strummer – voce, chitarra ritmica, pianoforte
Mick Jones – chitarra solista, voce, pianoforte
Paul Simonon – basso, voce
Topper Headon – batteria, percussioni

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Anno: 1979
Etichetta: Epic
Voto: 10/10

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