Intervista agli Uriah Heep

Raramente abbiamo la possibilità di intervistare una leggenda della storia del rock e proprio per questo mi sento estremamente fortunata per aver parlato con Bernie Shaw, cantante degli Uriah Heep. Dal loro primo successo, nel 1970, non hanno mai smesso di suonare e io li stimo profondamente.

Benvenuti a Universo Rock & Metal, è un vero onore avere la possibilità di intervistarvi, sono Maria Cristina e sono una vostra fan da quando avevo 14 anni. Una delle cose che mi sono sempre chiesta da quando ho letto “David Copperfield” è perché avete scelto “Uriah Heep”, nome di un personaggio del romanzo, come nome della band.
Quando la band si formò nel 1970, correva il bicentenario della morte di Charles Dickens e Londra era piena di cose che lo riguardavano. Il manager del tempo, Gerry Bron, portò suo figlio a vedere il film David Copperfield. Il personaggio Heep risaltava in quanto era un po’ tristemente noto, e quel nome rimase impresso nella mente di Gerry. Quando ha approcciato la band con l’idea, ha immediatamente fatto colpo, poiché le più famose band del giorno avevano tutte un doppio nome: Deep Purple, Black Sabbath, Led Zeppelin etc.

Recentemente avete realizzato un album dal vivo “Live at Koko”, come vi sentite al riguardo?
È andato alla grande. I fan sono stati fantastici e hanno apprezzato le nuove canzoni suonate quella notte, così come hanno amato i classici pezzi degli Heep. La band era entusiasta, ci si è divertiti molto.

Suonate da più di 40 anni, cosa vi spinge a continuare?
Siamo ancora molto presi dal suonare, dallo scrivere e dal registrare. Il tempo e l’età sono irrilevanti nella vita di un artista finché risulti essere produttivo e attuale. Dico sempre che siamo nel business di “Peter Pan”. Siamo i Bambini Sperduti che non crescono mai… troppo occupati per tutti i problemi.

Siete sempre stati famosi per la vostra musica live, so che siete soliti suonare i vecchi, classici brani durante i concerti, eppure i vostri nuovi album sono una conferma del vostro desiderio di dare ancora qualcosa alla musica rock e ai vostri fan, quanto lontano pensate di spingervi come band? Avete mai pensato di smettere di suonare?
Come ho già detto, siamo troppo impegnati a divertirci e ad essere creativi per pensare di poterci fermare. Da artista, non ti alzi una mattina e smetti di fare ciò che ami. Essere un musicista/compositore è una decisione che dura tutta la vita. È quando i fan smettono di comprare i tuoi album, i biglietti per i tuoi concerti, che dovresti dare un’occhiata alla tua carriera.

Avete realizzato 23 album, che è un sorprendente risultato per una band, cosa vi ha dato l’ispirazione per creare così tanta musica?
L’ispirazione viene in molti modi e da molte esperienze di vita, può essere frutto di fantasia o derivare dalla vita vera.

Secondo voi, qual è l’album migliore che avete fatto durante gli anni? Pensate ci sia un album o una canzone che venga sottovalutato/a?
Ohh, difficile rispondere poiché nell’essere un musicista sei personalmente legato ad ogni album in qualche modo. Rappresentano un preciso periodo della tua vita e possono richiamare alla mente ricordi di ciò che ti è accaduto in quei momenti. Di canzoni sottovalutate, sì ce ne sono state troppe negli anni per menzionarle, perse o scavalcate per una serie di motivi. La mancanza di supporto da parte della casa discografica, la scarsa promozione e lo scarso interesse da parte della radio, ma non puoi essere eccessivamente attaccato alla tua musica. Devi essere in grado di andare avanti, continuando a scrivere più canzoni, o pezzi migliori per il prossimo successo.

Uriah Heep, Black Sabbath e Grand Funk Railroad sono considerate la triade incompresa, come vi sentite al riguardo, pensate sia vero?
Non capisco, Ha! Perdonami ma non l’ho mai sentito. Forse più la triade sottovalutata che incompresa. La nostra posizione nelle nostre canzoni è sempre stata chiara e inequivocabile. Il Bene sconfiggerà sempre il Male. Niente politica, niente religione avrebbero causato polemiche e noi non siamo in questo giro. Non saremmo mai stati invitati in Russia o in Corea del Sud e in molte altre nazioni dell’est se avessimo trattato argomenti simili nei nostri testi.

Pensate di essere meglio dal vivo o quando suonate in studio?
Due animali molto differenti, ma entrambi gratificanti. Per me, uno è più creativo mentre l’altro è più espressivo. Entrambi davvero soddisfacenti.

Lo scorso anno siete stati in Italia, vi è piaciuto il tour? Vorreste tornare qui?
I fan italiani sono FANTASTICI! Molto emotivi e attivi. Gli Heep sono una band che AMA il loro cibo e il loro vino nel 99% dei giorni liberi, in QUALSIASI nazione del mondo. Ci troverai sempre in un ristorante italiano a gustare del buon cibo e un buon Valpolicella Classico! Tornare in Italia? Non vediamo l’ora.

Vorreste dire qualcosa ai vostri fan italiani?
Grazie per tutto il supporto che ci avete dato in tutti questi anni! “Ciao Bello!!!”.

È tutto, vorrei ringraziarvi per l’opportunità che ci avete dato, speriamo di vedervi presto!

 


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2 pensieri su “Intervista agli Uriah Heep

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